Grafica quadratini 30°Festival La Versiliana

 

 

XXXI FESTIVAL LA VERSILIANA,

Il saluto del Presidente Massimiliano Simoni

 

Un’estate di grande tradizione all’insegna del Festival più famoso d’Italia. Lascio come promesso, alla fine di questa stagione, la trentunesima, l’undicesima per me, con la consapevolezza di un’eredità, per chi verrà dopo, consolidata, affermata, amata ed in salute.

Lascio con il cuore libero, con la serenità di chi ha la convinzione di aver lavorato ogni giorno per il bene esclusivo del Festival, e di una Fondazione, che oggi gode di stima e credibilità da parte del pubblico e degli addetti ai lavori. A beneficiarne, di riflesso, tutta la città di Pietrasanta che attraverso anche il Suo Festival, è conosciuta in tutta Europa.

Oggi la Versiliana è il faro della cultura in un momento d'impoverimento e di difficoltà per il sistema culturale nazionale. Ci siamo riusciti perché non siamo rimasti a crogiolarci sui tempi che furono e sui fasti di quando era considerata una rarità. Quella Versiliana era pioniera e avveniristica. Era qualcosa di straordinario, e per molti anni è stata il soggetto culturale più imitato. Tutti volevano una Versiliana, e a distanza di trent’anni, ogni comune ha il suo Festival. Il suo grande evento. Nel 2010, quel modello, non sarebbe più stato vincente. E la Versiliana non sarebbe stata capace di mantenere la sua leadership. Non saremo più un faro, ma un piccolo lumino. Uno dei tanti. Il pubblico si è evoluto ed ha opportunità culturali e d'intrattenimento a pochi passi da casa. La cultura non è più soltanto momento esclusivo di pochi, ma una necessità popolare.
Il merito del Festival La Versiliana, credo, sia quello di aver avuto l’istinto, il coraggio, il sostegno della città, e la forza economica, di ripartire da quella prima magia, e di investire su un Festival innovativo dove il significato della cultura trovasse nell’originalità e nella capacità di leggere in anticipo, le tendenze e gli stili, i generi e i gusti, una connotazione riconoscibile da tutti. Abbiamo rischiato, questo è vero, ma anche quando si è parlato di “flop”, la Versiliana era il centro del mondo. La Versiliana ha vinto la sua sfida.

Lascio con la convinzione di aver creato i presupposti, e questo è un invito alla nuova amministrazione e a tutti i comuni della Versilia, per continuare il percorso di unificazione culturale al di là dei colori politici, e delle esigenze di cortile. Sarebbe sciocco, io credo, rimettere in discussione un progetto che mira senza esitazioni a costruire un palinsesto unico, condiviso, di tutti gli eventi culturali dei sette comuni della Versilia.

Non nascondo la mia emozione di fronte a questa stagione che non è altro che la summa della Versiliana che ho immaginato quando per la prima volta ho varcato quel cancello. Mi mancherà tutto di questo Parco. Mi mancherà quella poesia che non smette mai di stupirmi e che sarà sempre un dolce tormento.
Cultura e ricchezza: ecco cos’è oggi la Versiliana.

 

Il Presidente della Fondazione La Versiliana
Massimiliano Simoni