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Gabriella Simoni

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Nata a Firenze il 2 settembre 1959, Gabriella Simoni è un’inviata storica di Studio Aperto, il tg d'Italia 1.
Giornalista pubblicista nel 1981, inizia la sua collaborazione con le reti Fininvest nel 1983 dove viene assunta nel 1987 in qualità di inviato speciale. Professionista dal 1989, partecipa attivamente alla realizzazione di dossier e speciali, prediligendo argomenti esteri, tra cui “Prima linea” e “l’età negata” in collaborazione con Giorgio Medail. Partecipa al primo esperimento di notiziario quotidiano sulle reti Fininvest “Dentro la Notizia” e collabora successivamente con il direttore Emilio Fede nella realizzazione del settimanale d’informazione “Cronaca”.
Gabriella Simoni si è sempre trovata in prima linea sui fronti più caldi. Dalla Guerra del Golfo dove fu fatta prigioniera per otto giorni, alla Somalia dove ha assistito all'omicidio di Ilaria Alpi,  dal Ruanda al Kosovo, al recente scontro in Medio Oriente dove fu l'unica giornalista a filmare un riservista israeliano che precipitava da una finestra, la Simoni ha vinto inoltre premi giornalistici come "Ilaria Alpi", "Saint Vincent" e "Premiolino". L'unico conflitto che  non ha seguito in prima persona è stato quello in Bosnia perché stava diventando mamma di Francesco.
Insieme a Giovanni Porzio, suo compagno, ha fatto rimpatriare i corpi di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. Con lui ha anche scritto per Mursia "Inferno Somalia", uscito nel 1993.
Durante il conflitto in Afghanistan del 2001 era tra i pochi giornalisti che era riuscita ad entrare nel paese e seguire gli avvenimenti in diretta, così come nel 2003 è stata tra le poche giornaliste a seguire fin dai primi giorni il conflitto irakeno da Bagdad, realizzando quotidianamente servizi, interviste dell’operazione Iraq Freedom.
Proprio in relazione al suo lavoro svolto in Iraq è stata premiata con un riconoscimento del "Premio Ischia internazionale di Giornalismo", il premio Saint Vincent, il Premiolino, il premio Antonio Russo e  in più ha vinto nuovamente  il premio "Ilaria Alpi" per il servizio PRESA DI BAGHDAD realizzato per Studio Aperto .
Gabriella Simoni ama viaggiare, andare a vela, leggere, i diseredati e gli ultimi. “Non credo, anche se vivrei meglio con la fede visto il mestiere che faccio e tutte le volte che mi trovo davanti alla morte. Nella mia borsa non manca mai un libro di poesie. Se non fossi giornalista vorrei fare l'avvocato di tutti coloro che non  possono pagare”.