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Il Parco e la sua storia: dalla Macchia di Marina alla Versiliana (segue)

Pianta topografica del Circondario di Pietrasanta, 1810, Archivio di Stato di Firenze - Clic per ingrandire
Pianta topografica del Circondario di Pietrasanta, 1810, Archivio di Stato di Firenze

Agli inizi del XIX secolo sui suoli arenosi formatisi per il ritiro del mare vennero effettuate semine e piantagioni di pini domestici, a formare una barriera frangivento per proteggere il bosco interno. Risulta questa la prima attestazione dell’introduzione artificiale in quest’area del pino domestico o da pinoli.

Nel corso dell’Ottocento i conti Digerini Nuti divennero proprietari di alcune porzioni di terreno dell’allivellazione granducale situate in prossimità della foce del Fiumetto, dando luogo ad una vasta tenuta signorile. Nel 1886 venne costruita la Villa padronale, denominata La Versiliana dallo scrittore Renato Fucini, spesso ospite dei proprietari. Frequentata soprattutto come residenza estiva, la dimora era prospiciente il mare e ai primi del Novecento era dotata di un imbarcadero su palafitte.

Foto della Villa della Versiliama risalente ai primi del '900 - Clic per ingrandire
Foto della Villa della Versiliama risalente ai primi del '900

Nel 1906 vi soggiornò Gabriele D’Annunzio, che amava cavalcare tra le dune assolate e lungo la battigia, ma apprezzava anche il paesaggio fresco e riposante a ridosso dell’arenile dove “la macchia è attraversata da larghi viali sòffici su cui si galoppa senza rumore, come in sogno”.

All’epoca il possedimento era un complesso agricolo-forestale di circa 100 ettari. A nord si trovavano gli edifici rurali con i terreni coltivati. Un lungo viale con platani conduceva alla villa e poi alla spiaggia, attraversando il viale Morin, parallelo al mare, alloro percorso da una tamvia; per l’intera estensione del bosco era stata tracciata una fitta rete di sentieri a disegno geometrico. Veniva praticata la coltivazione del pino domestico per la produzione del legname e dei pinoli, raggiungendo quest’ultima, negli anni ’50 e ’60 livelli quasi industriali.

In seguito ad accordi tra i proprietari ed il Comune di Pietrasanta, dal 1951 si svolsero per circa dieci anni le prime rappresentazioni estive in un teatro all’aperto allestito all’interno della tenuta. Nello stesso tempo periodo fu elaborato un piano di lottizzazione dell’area e vennero concessi alcuni permessi di fabbricazione; essendosi registrati tentativi di speculazione edilizia, l’intervento della magistratura consentì di arginare i danni al bosco, che fu così preservato nell’unitarietà complessiva. Nel 1970 fu inserita nel Piano regolatore generale la proposta di vincolare La Versiliana a verde pubblico. Con delibera del Consiglio Comunale del 24 giugno 1980 la tenuta fu acquistata dal Comune di Pietrasanta e destinata con il medesimo atto a Parco Pubblico.

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